Yosemite Parck
Mentre con lo sguardo indugiavo sui massicci contrafforti rocciosi circostanti, pensavo a quel senso di solitudine e di paura che quasi sicuramente avranno provato quanti, per primi, si erano inoltrati in questa zona.
Cacciatori, esploratori o anche anonimi personaggi che avevano preferito abbandonare le sicure città dell’Ovest per poter assaporare una dimensione nuova e ancora incontaminata.
Durante l’inverno, la temperatura scende tuttora sotto limiti incredibili, avvolgendo in un disegno di freddo cristallo tutta la natura circostante.
Regno incontrastato dei grandi animali da pelliccia, lasciava ben poco spazio a quanti vi si fossero inoltrati senza le necessarie precauzioni e con un abbigliamento, magari non molto legante, ma sicuramente adatto a sopportare simili rigori.
Qualche capanna ormai abbandonata o adattata opportunamente per soddisfare la curiosità dei turisti si intravede ai margini di qualche radura, dove la fitta vegetazione dirada aprendo al sottobosco e al prato.
In legno massiccio, doveva costituire un sicuro riparo contro i tanti pericoli di questa zona, ma questo non esclude quel senso di smarrimento che si prova guardando questa piccola costruzione, unica e solitaria in uno spazio tanto immenso.
Mi chiedevo quali rimedi sarebbero stati presi in caso di malattia o di incidenti, abbastanza normali viste le caratteristiche di un simile ambiente.
La mia domanda non poteva avere una risposta e di questo mi rendevo perfettamente conto. Ricordavo però che certi personaggi erano portati a fidare esclusivamente nelle proprie forze e scartavano a priori la possibilità di ricorrere a un qualsiasi aiuto esterno. Quando ogni speranza sembrava venisse meno, fidavano in Colui che i Nativi chiamavano il Grande Mistero.
Mi ritrovai a pensare a quel imperante nichilismo di certi autorevoli personaggi della nostra moderna cultura. Piacevolmente sistemati in ricchi salotti o eleganti aule elaborano complicate e dotte teorie sul significato dell’esistenza, sulla esatta collocazione dell’uomo, e su tutto quello che può essere assoggettato alle loro astratte dissertazioni.
Ho la massima considerazione per ogni opinione, ma sicuramente riesce più a coinvolgermi chi si confronta umilmente con i propri limiti, vivendo la solitudine e i silenzi fino a captarne i messaggi, rispetto a chi, elaborando complicate e dotte teorie, definisce come semplicistiche illusioni tutte le emozioni che, da sempre, fanno parte del nostro bagaglio individuale e del nostro retaggio culturale.
Ci eravamo intanto portati in un' ampia radura, attraversata da un piccolo ruscello alimentato, a monte, da una cascata di una potenza incredibile.
Volute di zampilli che lentamente si disperdevano nell’aria fresca del mattino, creavano giochi di luce dalle diverse tonalità cromatiche.
Ascoltate le inevitabili raccomandazioni della nostra guida, con un piccolo gruppo mi allontanai dal resto della comitiva, dirigendomi verso il ponticello che portava al lago di contenimento.
All’improvviso una intensa pioggia formata da pulviscoli d’acqua ci investì, avvolgendoci in una nube variopinta.
Superata una curva, ci trovammo sotto la cascata: a questo punto fui costretto a socchiudere gli occhi per cercare di vedere meglio questa scena di indiscutibile potenza e suggestione, in un paesaggio che solo a poca distanza era immerso nella più assoluta calma e nel più totale silenzio.
Mi sembra superfluo descrivere i tanti giochi di luce che una simile cortina di infinite gocce d’acqua formava, creando variopinti ed astratti disegni in continua e costante variazione. Avevo già vissuti simili emozioni, per cui mi sembra inutile e controproducente ripetermi.
Tornai al Pullman.
Il prossimo appuntamento ci avrebbe riservato tutt’altro scenario. Death Valley.
Sindicazione
14.01.11 @ 10:58:15
da Franco
Bellissima descrizione, vibrante e sensibile. Complimenti!
04.11.10 @ 12:50:13
da alessandra
Bellissimo e atmosferico...ehh sci
03.01.10 @ 21:07:46
da mario
Like.
07.10.09 @ 07:36:03
da Donna Talks
Giuseppe, come sono belli e commoventi i ...
23.10.08 @ 14:42:30
da Emilia