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21 Nov 2008 - 20:47:11
Notte di Natale
Una leggera corrente d’aria tiepida e profumata  lo avvolse non appena entrò nella stalla.Chiusa la porta e accesa la luce, l’uomo si diresse verso il box, che aveva riservato al proprio cavallo.Era quello il momento della giornata che prediligeva, quando, lasciata alle spalle la città, poteva rifugiarsi in quella modesta casa di campagna, che, con non pochi sacrifici, era riuscito ad acquistare: il cortile era stato trasformato in un paddox  e il fienile in una comoda stalla.Guardò il cavallo e, come sempre, avvertì una ondata di calda emozione.Uomo e animale, per un attimo, si scambiarono un muto saluto, poi l’uomo si sedette su un improvvisato giaciglio, fatto di fieno e paglia.Da un abbaino, nel soffitto, il cielo, appena velato dalla foschia serale, sembrava raffigurare un quadro disegnato da un ispirato pittore.Solo il lento e cadenzato respiro del cavallo interrompeva un silenzio quasi irreale e così diverso dal frastuono appena lasciato.Era la notte di Natele, una ricorrenza speciale, che doveva essere celebrata nel ricordo di un avvenimento particolare, innovativo e al contempo rinnovativo per ogni uomo.Eppure la gente, in città, sembrava gareggiare per l’acquisto più sontuoso, più elegante, più dispendioso: tutto questo in un clima di rumorosa frenesia, muovendosi in un traffico sempre più convulso e concitato.L’uomo ebbe un moto di disappunto: oramai non si meravigliava più, visto che ogni anno, questa assurda pazzia si ripeteva con sempre maggiore veemenza.Eppure quella era una notte che avrebbe dovuto indurre alla calma, al silenzio, al raccoglimento.Salendo lungo il sentiero, era passato davanti ad una chiesetta povera e disadorna: a mezzanotte si sarebbe celebrata la Funzione, alla presenza probabilmente di qualche anziano, immalinconito dagli anni e dalla solitudine.L’uomo cominciò a ricordare di quando, bambino, aspettava quella notte con un misto di gioia e  commozione. I regali erano la logica aspettativa, ma il Presepe, la Messa di Mezzanotte ne rappresentavano gli aspetti più emozionanti.Quella notte raffigurava un magnifico sogno, che continuava per tutta la giornata successiva.Con il trascorrere degli anni aveva avvertito la medesima sensazione, pur mitigata da una serena e matura consapevolezza: tuttora immaginava ed avvertiva la presenza nel cielo di quella stella cometa, che seguiva il proprio percorso verso il Mistero, la Speranza, il Sollievo da ogni sofferenza.L’allegro nitrito del cavallo lo distolse da quelle riflessioni: un certe senso di inquietudine cominciò a pervaderlo.Il cavallo stava in quel momento manifestando una improvvisa e inspiegabile irrequietezza, mentre, con la testa rivolta verso la finestra, sembrava guardare un punto ben preciso nel cielo. L’uomo rivolse lo sguardo all’esterno, ma non vide nulla.Si girò verso l’animale e notò nei suoi occhi una luce particolare, che ne illuminava l’iride.Avvicinatosi non ebbe più dubbi: riflesso negli occhi  dell’animale un piccolo spicchio di cielo, con una stella che lo stava solcando.Appoggiata una mano sulla folta criniera, fece uscire l’animale dal box, poi ,una volta guadagnata l’uscita, salì in groppa: quindi il caratteristico rumore degli zoccoli sul sentiero sterrato. Il sacerdote aveva appena iniziato la Funzione, quando, non senza meraviglia, intravide davanti al modesto portale, una sagoma inconfondibile: un uomo e un cavallo stavano seguendo la cerimonia nella più assoluta compostezza.Abbandonato per un momento l’altare, si fece loro incontro, aprendo la porta davanti agli occhi esterrefatti e incuriositi dei presenti.La notte non era particolarmente fredda .Nello sguardo dell’uomo si leggeva una profonda commozione.La testa del cavallo era alta, protesa verso volta stellata: una cometa stava solcando il cielo, lasciando dietro di sé una intensa scia luminosa,Dal bosco si levò come una vibrazione, che al momento pervase tutto l’ambiente circostante.Quel sottile velo di malinconia che lo aveva in precedenza  come stordito, sparì come per incanto, mentre cercava di trovare una spiegazione per quella calda, subitanea emozione.All’improvviso comprese: la stessa scenografia di cui si trovava a far parte gli stava fornendo tutte le risposte.La temperatura stava calando e morbidi fiocchi di neve scendevano nella notte come riflessi di una luminaria.Sul sentiero del ritorno, le orme di un uomo e di una cavallo stavano disegnando la storia di una notte, di quella Notte.

danovaro giuseppe · 267 visite · 0 commenti
Categorie: Racconti

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