30 Mag 2008 - 16:56:34
LITTLE WOLF.....
……imporla a tutti gli altri.E su questo argomento penso che gli Indiani d'America potrebbero ampiamente disquisire con piena cognizione di cauasa.Ma torniamo a James.Con la massima disinvoltura, richiamò la nostra attenzione, per sottolineare che ci avrebbe fatto visitare il cimitero della riserva ed, in particolare il posto dove erano ricordati due capi di chiara fama, Little Wolf e Dull Knife.Questi due capi, magari non molto conosciuti, ma di indiscusso valore, parteciparono come veri protagonisti al dramma della deportazione della popolazione cheyenne.Inizialmente cercarono di trattare, poi, costretti dalla prepotenza del Governo, scelsero la reazione, disposti anche a pagare con la vita la loro scelta, infine tutelando la propria gente, in particolare i vecchi ed i bambini, consegnandosi al nemico ed arrendendosi.Anche per loro, alle conclamate buone intenzioni iniziali, il Governo Americano fece seguire un rapido cambiamento, rimangiandosi la parola data e macchiandosi per l'ennesima volta di colpe assurde ed evitabili, solo se avesse cercato di capire le naturali esigenze di questo popolo.Inizialmente trattati con umanità a Fort Robinson dove erano stati riuniti, accettarono sia pure con qualche diffidenza il trasferimento a sud, disposto dalle autorità, le quali garantirono non solo la massima assistenza, ma anche il ritorno al nord, nella loro terra , qualora non si fossero ambientati.Solo vuote parole.Non appena le condizioni ambientali delle terre meridionali diventarono insostenibili, quantomeno per popolazioni abituate a ben altri climi e a territori rigogliosi e ricchi di cacciagione, gli Cheyenne manifstarono il desiderio di tornare al Nord, ma ottenero solo un rifiuto.I destini di Piccolo, Lupo e Coltello Spuntato furono per un certo periodo di tempo comuni: entrambi cercarono con le loro bande di tornare nei territori dei loro avi, resitendo all'egemonia di bianchi e agli ordini del Governo Americano.Purtroppo, nonostante questi tentativi, non riuscirono nel loro intentoLa prigionia di Coltello Spuntato a Fort Robinson, la sua fuga, la distruzione quasi totale del suo gruppo appartengono alle pagine dei libri di storia, così come la resa di Piccolo Lupo.Di quello che era stato il Popolo Magnifico, rimanevano ben pochi esponenti, quasi tutti dediti all'alcool, unico momentaneo rimedio per vincere la disperazione.Sintomatiche ed illustrative alcune dichiarazioni dei due capi, i quali in diverse occasioni avevano cercato la via della pace, della trattativa.Eccone una breve sintesi, iniziando con Piccolo Lupo:"Siamo stati al Sud ed abbiamo sofferto laggiù.Molti sono morti di malattie di cui non conosciamo neanche il nome. Siamo rimasti in pochi e volevamo solo un po' di terra dove poter vivere.Siamo fuggiti, ma i soldati ci hanno inseguiti ed affrontati: ho cercato di trattare, ma senza esito. L'unica risposta è stata una scarica di fucileria."Più o meno analoghe le parole di Coltello Spuntato:"Tutto ciò che chiediamo è di poter vivere e di vivere in pace. Ci siamo piegati alla volontà del Grande Padre (il Governo degli Stati Uniti) e siamo andati al Sud, ma ci siamo resi subito conto che non erano territori adatti al nostro popolo. Abbiamo fatto allora ritorno nel nostro territorio. Meglio morire in combattimento che morire di malattie."Queste le amare parole dei due capi, degni rappresentanti di quel popolo, che alcuni alti ufficiali dell'Esercito Americano avevano definito come tra i migliori esponenti della razza indiana.Fui distolto dai miei pensieri dalla voce della nostra guida.Dopo aver ricordato che saremmo entrati in un luogo sacro, James si diresse verso un'area abbastanza circoscritta, adagiata sul fianco di una collina.Vidi allora tante tombe, alcune contraddistinte da croci cristiane, altre da simboli di diverso e svariato genere.Nastri oranamentali dai colori vivaci erano posati o sulla nuda terra o su rudimentali appoggi, in una sorta di variopinto insieme.Ancora una volta percepii il canto del vento disperdersi nel silenzio.Ci arrestammo quindi davanti ai simboli funerari dei due Capi guerrieri ed ascoltammo le parole di James, mentre descriveva alcuni degli episodi più significativi della loro breve vita.Un discorso molto sintetico, ma intenso nelle descrizioni e, in alcuni momenti, estremamente particolareggiato.Potevamo captare, nel tono caldo e profondo della voce, una commozione pericolarmente sincera e sentita.Dopo brevi attimi di raccoglimento, tornammo percorrendo lo stesso sentiero ed uscimmo.Davanti a noi si parò una vettura grossa, decisamente malandata: scesero due uomini, che cominciarono a parlare intensamente con la nostra guida.Venimmo poi informati che uno di loro, lo Sciamano del villaggio, ci avrebbe portati in una località vicina, dove avremmo potuto vedere qualcosa di veramente sacro.La proposta fu accolta all'unanimità.Il nostro pullman, sul quale erano saliti James ed il nuovo personaggio, Philip, si portò su una strada sterrata, abbastanza angusta, che si snodava ai piedi di un monte.In alcuni punti Philip chiedeva di poter scendere, dovendo eseguire ben precisi rituali.Gingemmo infine in un'area non particolarmente ampia, delimitata da una roccia massiccia , a forma di piramide frastagliata.Giudati da Philip, aggirammo la base e guardammo il lato aperto verso l'immensa vallata sottostante.La roccia presentava una fitta serie di disegni, di graffiti, con riproduzioni di figure umane e di altre di non facile interpretazione.Potevamo però distinguere chiaramente la rappresentazione di alcune figure a testa in giù, a simboleggiare una caduta dal cielo.
Sindicazione
14.01.11 @ 10:58:15
da Franco
Bellissima descrizione, vibrante e sensibile. Complimenti!
04.11.10 @ 12:50:13
da alessandra
Bellissimo e atmosferico...ehh sci
03.01.10 @ 21:07:46
da mario
Like.
07.10.09 @ 07:36:03
da Donna Talks
Giuseppe, come sono belli e commoventi i ...
23.10.08 @ 14:42:30
da Emilia