Una
piccola macchia scura si era all'improvviso disegnata sul marciapiede chiaro,
illuminato dal caldo sole di mezzogiorno.
L'uomo si fermò,
aguzzando lo sguardo: si trattava di un piccolo granchio, che, ondeggiando
faticosamente, stava evidentemente cercando di rientrare nel suo ambiente
naturale, il mare.
Come avesse potuto
trovarsi in quel punto della passeggiata era un mistero.
A meno che........
L'uomo guardò l'ora, quindi volse lo sguardo oltre il marciapiede.
Una rumorosa comitiva
di ragazzini stava tornado a casa per il pranzo, qualcuno portando attrezzi da
pesca, altri secchielli e recipienti vari.
Ecco chiarito
l'arcano: il granchio era quasi sicuramente una delle tante vittime
predestinate dei giochi e dei passatempi dell’allegra comitiva.
Chinatosi, l'uomo,
sia pure con una certa riluttanza, protese la mano verso quella povera
creatura, quindi chiuse delicatamente le dita sul suo corpo, aspettandosi
comunque una qualche reazione, che invece stranamente non si verificò: il
granchio si limitò infatti ad appallottolarsi su se stesso, immobilizzandosi.
Tranquillizzato,
l'uomo si alzò, dirigendosi verso il mare, distante un centinaio di metri.
Nessuno dei pochi bagnanti presenti sul litorale prestò attenzione al suo
passaggio e d'altra parte non poteva essere diversamente, visto che la sua
tenuta consisteva in una leggera canottiera, in un paio di zoccoli e in corti pantaloncini
da spiaggia.
Giunto sulla battigia,
entrò direttamente in acqua, fermandosi all'altezza di un piccolo anfratto
naturale costituito da alcuni scogli: immerse la mano e contemporaneamente
allentò la presa. Il
piccolo granchio cominciò a scivolare lentamente verso il vicino fondale, dove
si adagiò, sollevando una minuscola nuvola di sabbia.
Il calore
dell'asfalto e l'esposizione prolungata ai raggi del sole potevano aver
prodotto effetti micidiali in quel delicato organismo. Con le gambe immerse per
metà nell'acqua, l'uomo si sedette su un basso scoglio.
La povera creatura
continuava a rimanere immobile: giochi crudeli, assurdi, la ricerca del
divertimento attraverso la sofferenza proditoriamente e gratuitamente inferta
ad altri. Questo pensiero si affacciò come d'improvviso alla sua mente. Ripensò
a se stesso, al suo recente passato.
Quante volte aveva,
specie negli ultimi tempi, sperimentato sulla sua pelle, gli effetti di certi
sgradevoli comportamenti. Gli tornò alla memoria la sede di lavoro, le
espressioni ciniche di certi personaggi, udì ancora le loro assurde risate, i
discorsi vuoti, intravide, sui loro visi grigi ed avvizziti, quel sottile
piacere che sempre pervadeva i loro sguardi quando ostentatamente ignoravano la
sua presenza, traendo soddisfazione dal suo smarrimento, dalla sua controllata
sofferenza.
In quel periodo si
era sentito affondare in una specie di atmosfera densa, viscida, come se un
magma lattiginoso avesse all'improvviso ricoperto l'intero ambiente, offuscando
ogni raggio di luce e soffocando ogni vitalità: attimi di asfissia
artificiosamente creati da irresponsabili, per poter godere dei sussulti
incontrollati della propria vittima. L'uomo avvertì ancora quell’ormai noto
senso di disagio, rivide, nel ricordo, quella insulsa parte di umanità, sentì
la nausea crescere e soffocargli il respiro.
Con notevole sforzo riuscì
a tornare in sé, pur con un crescente senso di disagio, di tristezza. Il
piccolo granchio continuava a non dare segni di vita.
L'uomo continuava
intanto a guardare quello specchio d'acqua così azzurro, così vivo, come se si
trattasse di un naturale filtro, di un taumaturgico rimedio a tutte le precedenti
sofferenze, tanto vitale e potente da poter rigenerare quella sua creatura,
tornata, impensatamente, nel grembo marino.
La sensazione di
panico stava lentamente allontanandosi, mentre il respiro, fino a quel momento,
affannato, tornava regolare: guardò il piccolo granchio, come se volesse
trasmettergli le proprie energie appena ritrovate. La stupida crudeltà di pochi
esseri ottusi non poteva, anzi non doveva spuntarla.
Queste erano però
solo belle frasi, ma purtroppo la realtà aveva connotati e sembianze ben
diverse. La mancanza di scrupoli, lo spirito di sopraffazione, il vuoto
edonismo, la furbizia avevano, per forza di cose, buon gioco in un sistema
basato solo sulla logica della competizione, sull’affermazione di ogni
egoistico individualismo.
La piatta superficie
del mare si increspò sotto una leggera folata di vento simile ad un respiro. La
sabbia sul fondale si mosse leggermente, per poi ricadere e disegnare
fantasiose geometrie. Il piccolo corpo del granchio prese ad ondeggiare, mentre
strani effetti di luce sembravano rivitalizzassero quelle piccole membra rattrappite.
Poi le scure chele cominciarono ad aprirsi ed a rinchiudersi prima lentamente
poi con ritmica regolarità, le zampe poggiarono sul fondale ed il corpo rotondo
si alzò, ruotando su se stesso.
L'uomo assisteva
commosso: il piccolo essere sembrò volgersi verso la superficie, quindi si
diresse verso quelle vicina massa bianca. L'uomo avvertì come una leggera
carezza sulla caviglia, poi udì all'improvviso il rumore della risacca. Al
ritrarsi dell'onda cercò ancora il suo piccolo amico, ma non riuscì a distinguerlo.
Allontanandosi avvertì l'inconfondibile sciacquio del mare sul basso fondale:
sembrava volesse trasmettergli un canto di ringraziamento.
Si alzò, uscì
dall'acqua e si diresse verso casa. Le strade a quell'ora erano pressoché
deserte.
Guardò ancora una
volta verso l'orizzonte, percependo l'intensità di quell'azzurro così terso,
trasparente, vitale: si sentì pervadere da un senso di profonda serenità, di
infinita riconoscenza. Affrettò il passo: non sapeva proprio quale scusa
avrebbe trovato per giustificare il proprio ritardo. Nella vicina scogliera, a
pochi metri di profondità, un piccolo granchio stava, come di consueto,
mimetizzandosi nella sabbia.
Milano 23 Novembre
1999
Sindicazione
14.01.11 @ 10:58:15
da Franco
Bellissima descrizione, vibrante e sensibile. Complimenti!
04.11.10 @ 12:50:13
da alessandra
Bellissimo e atmosferico...ehh sci
03.01.10 @ 21:07:46
da mario
Like.
07.10.09 @ 07:36:03
da Donna Talks
Giuseppe, come sono belli e commoventi i ...
23.10.08 @ 14:42:30
da Emilia