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03 Dic 2011 
Un lampo nel cielo livido,
i poveri resti in una fossa comune
sembrano rianimarsi,
per poi tornare esanimi, freddi, lontani.

Cielo plumbeo
come una fredda coperta
pietosamente
stesa ad occultare,
negare
tanta efferata ignominia.

Frasi commosse,
occhi velati
di malinconia,
ricordi, urla di rabbia
ghermite dal vento,
appena soffocate
in un silenzio irreale.

Mura fredde, livide, cupe,
mute testimoni di scene passate,
agghiaccianti, che nessuna umana ipocrisia
potrà mai cancellare.

Ai margini, il perpetuarsi della vita
nella policromia di un cuscino di erbe,
di ombre riflesse, mentre le dita di un bimbo
si protendono verso un fiore.

Al garbato richiamo del padre,
l
a piccola mano, quasi timorosa,
indugia, sembra ora voler solo
accarezzare quel caldo disegno.

Nel cielo, l’improvviso sorgere
di un arcobaleno,
vivido alternarsi
di soffusi colori,
miracolo di vita,
che tenacemente silenziosa si rinnova.
danovaro giuseppe · 64 visite · 0 commenti
Categorie: Poesie
03 Dic 2011 


danovaro giuseppe · 25 visite · 0 commenti
Categorie: Preghiere