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21 Nov 2008 - 18:08:54
Dakota


Spesso sono stato interpellato sui motivi che, in diverse occasioni, mi hanno spinto a visitare le grandi pianure dell’Ovest Americano e a tornare poi nella Stato del Dakota, poco conosciuto  e sostanzialmente ignorato dalle Agenzie di Viaggio, in quanto privo, secondo la opinione più comune, di una qualsiasi attrazione turistica.

Cosa mai potevo apprezzare di questo immenso territorio, così spesso ricordato e decritto nei miei resoconti?
Tante sono le risposte, che possono comunque sintetizzarsi in una  che le comprende tutte: il senso di infinito che vi si respira, indissolubilmente legato ai silenzi e ai colori tipici di queste lande.
Non posso negare che esista anche una componente legata al mio interesse per la cultura dei Nativi Americani, ma quel totale coinvolgimento che avverto in questo ambiente “lunare” penso sia una particolarità esclusivamente individuale, connaturata al mio stesso essere e svincolata da qualsiasi altro riferimento.
La grande pianura frastagliata, solcata da una serie di avvallamenti su un terreno in alcune zone arido, in altre ricoperto da un morbido tappeto d’erba, quelle policromie sfumate, il verde severo e maestoso delle Black Hills, i tramonti di fuoco, il cielo d’un azzurro ineguagliabile ed impalpabile mi entrano nell’anima al punto da lasciarmi smarrito, ma anche gradevolmente immerso in una sensazione dal tutto astratta e staccata da qualsiasi dimensione contingente.
E’ la rappresentazione del “nulla” in stretta correlazione col suo opposto, il “tutto”: l’uomo in simbiosi con ogni altra creatura vivente, con l’ambiente, in tutte le sue proiezioni, animali,  vegetali, minerali, senza scientifiche e dotte catalogazioni.
Spesso mi sono trovato a percorrere in macchina le grandi arterie stradali, che attraversano le  pianure e, in alcune occasioni, ho avvertito il desiderio intenso di fermarmi, senza alcun apparente motivo, se non quello di “gustare” questa immensità.
Riprendere poi il cammino significava per me un vero sacrificio in quanto percepivo affievolirsi  quel senso di appartenenza ad uno spazio, al quale  mi sentivo indissolubilmente unito.
Spesso mi sono domandato se non fossi vittima di suggestioni, legate magari alla lettura di un certo genere di narrativa o a un tipo di cinematografia.
Non nego un certo influsso di queste tematiche, ma la immedesimazione così assoluta con certe scenografie prescinde da qualsiasi riferimento a vicende umane o ad episodi storici: in sostanza l’azione avventurosa, che è servita come spunto a  tanti films o romanzi, rappresenta per me solo uno dei tanti episodi registratisi nell’ambito di questo  ambiente, senza con questo connotarne l’immagine. Vero semmai il contrario, se si ricorda come l’amore per questa “terra” abbia spinto certi personaggi fino al limite estremo, al sacrificio della stessa vita.
Questa mia esposizione non penso induca il grande pubblico a visitare un simile Stato: la definizione più ricorrente per individuarne le caratteristiche è quella di “deserto”.
Poche le attrattive se non quelle relative ai tanti spettacoli che la natura sa offrire: il divertimento in senso classico, quello, per intenderci di stampo esclusivamente turistico e commerciale, appare se non totalmente bandito, estremamente raro.
Eppure quel senso di solitudine, che inizialmente può spaventare, si rivela poi come una sensazione piacevole, gradita: annullata la stessa percezione del trascorrere del tempo, mentre si avvertono sempre più distintamente i tanti messaggi portati dal vento, dal canto degli animali, dalle stesse vibrazioni dei boschi, percorsi da correnti d’aria intense, che fanno flettere le alte chiome degli alberi, increspando, come onde marine, il verde tappeto di morbida erba sottostante.
E’vero, il Dakota  è essenzialmente “deserto”, ma, proprio per queste sua caratteristiche, vi si possono trovare risposte che, nei grandi centri abitati, spesso si smarriscono.


Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quanto ne sogni  la tua filosofia.
( Amleto - William Shakespeare).    


danovaro giuseppe · 236 visite · 0 commenti
Categorie: Racconti

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