11 Set 2008 - 22:48:11
CAPPUCCINO
Te ne sei andato, come hai vissuto, in silenzio, con discrezione, senza mai un lamento e senza creare fastidi a nessuno.
Non ero presente, ma forse è stato meglio così…..ne avrei sofferto troppo.
A tutto questa stavo pensando non appena avuta la notizia che Cappuccino, il cavallo, che mi aveva accolto per primo nelle mie estemporanee esperienze di apprendista-cavaliere, ci aveva lasciato.
Col ricordo tornavo al lungo periodo trascorso insieme, ai nostri incontri del Venerdì, quando, usciti dal Box, entravamo nel grande “coperto”, dove cominciavamo a inanellare giri continui, alternando passo, trotto, galoppo.
Durante l’estate avevamo a disposizione il grande campo rettangolare, esterno e il campo erboso adiacente.
Erano questi i momenti di maggior coinvolgimento emotivo, quando ci si poteva abbandonare a un galoppo serrato, magari non elegante per i c.d. puristi, ma comunque intenso e gradevole, in piena e assoluta sintonia con i movimenti di questo elegante animale.
Poi, con l’andare del tempo, Cappuccino aveva contratto un grave malattia, una forma tumorale al basso ventre, con relativa tumefazione e gonfiore, che ne aveva fiaccato le forze.
Era allora diventato il cavallo dei bambini, dei ragazzini, persone comunque leggere, mal sopportando il peso degli adulti e di certe velleitarie aspettative.
Fui quindi costretto a cambiare cavallo, ma questo non mi impedì di andarlo comunque a trovare, e purtroppo ad assistere al progressivo peggiorare delle sue condizioni.
La criniera, un tempo folta ed elegante, stava riducendosi così come la coda sempre più povera e sparuta.
Poi all’improvviso come per incanto e inspiegabilmente, un miglioramento, graduale, lento, ma progressivo.
Il lavoro con i suoi piccoli amici era allora ripreso, anche se non vi era mai stata una completa interruzione, ma solo era stata adottata una certa cautela nel dosarne gli sforzi.
Ed ecco allora il Cappuccino che conoscevo, sempre disponibile, attento, diligente, calmo ed equilibrato: mai una sgroppata, una deviazione improvvisa, ma piuttosto una assoluta dedizione nei confronti di chiunque in quel momento si trovasse in sella.
Amico di tutti e al loro incondizionato servizio.
Poi purtroppo la ripresa della malattia ed il lento inesorabile declino, ma questo senza mai venir meno ai compiti che gli venivano assegnati, fino all’esito conclusivo.
Penso che dove ora si trova, possa finalmente caracollare in assoluta libertà, con la folta criniera al vento e la scattante muscolatura, tornata possente, esibita in tutta la sua eleganza.
Ciao gentile amico, mi hai dato e insegnato tante cose, che non si trovano in certe dotte dissertazioni così frequenti tra i miei simili.
Chissà se ci ritroveremo: penso proprio di sì, quando entrambi faremo parte del “Grande infinito riposo”.
Milano 7 Settembre 2008
Non ero presente, ma forse è stato meglio così…..ne avrei sofferto troppo.
A tutto questa stavo pensando non appena avuta la notizia che Cappuccino, il cavallo, che mi aveva accolto per primo nelle mie estemporanee esperienze di apprendista-cavaliere, ci aveva lasciato.
Col ricordo tornavo al lungo periodo trascorso insieme, ai nostri incontri del Venerdì, quando, usciti dal Box, entravamo nel grande “coperto”, dove cominciavamo a inanellare giri continui, alternando passo, trotto, galoppo.
Durante l’estate avevamo a disposizione il grande campo rettangolare, esterno e il campo erboso adiacente.
Erano questi i momenti di maggior coinvolgimento emotivo, quando ci si poteva abbandonare a un galoppo serrato, magari non elegante per i c.d. puristi, ma comunque intenso e gradevole, in piena e assoluta sintonia con i movimenti di questo elegante animale.
Poi, con l’andare del tempo, Cappuccino aveva contratto un grave malattia, una forma tumorale al basso ventre, con relativa tumefazione e gonfiore, che ne aveva fiaccato le forze.
Era allora diventato il cavallo dei bambini, dei ragazzini, persone comunque leggere, mal sopportando il peso degli adulti e di certe velleitarie aspettative.
Fui quindi costretto a cambiare cavallo, ma questo non mi impedì di andarlo comunque a trovare, e purtroppo ad assistere al progressivo peggiorare delle sue condizioni.
La criniera, un tempo folta ed elegante, stava riducendosi così come la coda sempre più povera e sparuta.
Poi all’improvviso come per incanto e inspiegabilmente, un miglioramento, graduale, lento, ma progressivo.
Il lavoro con i suoi piccoli amici era allora ripreso, anche se non vi era mai stata una completa interruzione, ma solo era stata adottata una certa cautela nel dosarne gli sforzi.
Ed ecco allora il Cappuccino che conoscevo, sempre disponibile, attento, diligente, calmo ed equilibrato: mai una sgroppata, una deviazione improvvisa, ma piuttosto una assoluta dedizione nei confronti di chiunque in quel momento si trovasse in sella.
Amico di tutti e al loro incondizionato servizio.
Poi purtroppo la ripresa della malattia ed il lento inesorabile declino, ma questo senza mai venir meno ai compiti che gli venivano assegnati, fino all’esito conclusivo.
Penso che dove ora si trova, possa finalmente caracollare in assoluta libertà, con la folta criniera al vento e la scattante muscolatura, tornata possente, esibita in tutta la sua eleganza.
Ciao gentile amico, mi hai dato e insegnato tante cose, che non si trovano in certe dotte dissertazioni così frequenti tra i miei simili.
Chissà se ci ritroveremo: penso proprio di sì, quando entrambi faremo parte del “Grande infinito riposo”.
Milano 7 Settembre 2008
Sindicazione
14.01.11 @ 10:58:15
da Franco
Bellissima descrizione, vibrante e sensibile. Complimenti!
04.11.10 @ 12:50:13
da alessandra
Bellissimo e atmosferico...ehh sci
03.01.10 @ 21:07:46
da mario
Like.
07.10.09 @ 07:36:03
da Donna Talks
Giuseppe, come sono belli e commoventi i ...
23.10.08 @ 14:42:30
da Emilia