23 Ott 2009 - 19:20:52
Black Star
Guardai il cavallo con un misto di curiosità e diffidenza.Mi trovavo di fronte a Black Star, un vero monumento equestre, formato da muscoli e potenza: l’altezza era davvero ragguardevole, tale da lasciare facilmente immaginare a quali conseguenze sarebbe andato incontro il cavaliere, in caso di caduta.Mi avvicinai accarezzandolo prima sul dorso e poi sul collo: ottenni come risposta uno sguardo vagamente interrogativo e distaccato.Salii quindi delicatamente in arcione, non senza qualche difficoltà dovuta in parte alla rigidità di miei movimenti, poi provai a calcolare la distanza dal suolo. La cosa mi allarmò, ma, a questo punto, preferii non indugiare ulteriormente. Appoggiai quindi le gambe al costato del cavallo ed entrai, al passo, nel “rettangolo”, dove già si trovavano altri miei compagni di avventura.Provai ad indurre la mia cavalcatura ad un passo ordinato e cadenzato, ma la reazione fu un cupo brontolio, accompagnato da qualche leggero scarto. Mi aspettavo qualche sgroppata, ma fortunatamente non si verificò niente di simile. Procedevamo però a sbilenco, a riprova di una assoluta mancanza di reciproca intesa e collaborazione.Il problema era tra l’altro costituito dal fatto che entrambi non ci conoscevamo.A questo punto dovevo però decidere: o scendere e proclamare la mia resa incondizionata o insistere ed affrontare le inevitabili conseguenze. Optai per questa seconda soluzione: cercai di rilassarmi, ma contemporaneamente serrai energicamente le gambe sul costato del cavallo, incitandolo con la voce. Qualche velato cenno di resistenza, poi all’improvviso, pur con qualche cupo brontolio di riprovazione, la mia cavalcatura si allineò ordinatamente, abbandonandosi poi ad un trotto armonico e cadenzato: assunsi a mia volta una posizione eretta, quasi elegante, proprio per non infastidire oltre misura il mio occasionale amico che ora andava solo assecondato.Quasi avvertendo la mia improvvisa tranquillità, questi cominciò a recepire ogni mio anche impercettibile comando: mi aveva accettato nel suo mondo.Lo riportai al passo e lo accarezzai: lo aveva meritato.Si trattava ora di giocare un seconda carta, quella più rischiosa, il passaggio al galoppo.Mi avevano avvertito di una certa difficoltà nella flessione a destra, mentre nessun problema per il galoppo a sinistra. Il rischio era determinato da un mio possibile errore nel dare il comando, con possibile relativa groppata.Allontanai il pensiero e lo incitai. Ancora un cupo brontolio, poi una improvvisa sensazione di pace, rappresentata da un galoppo ordinato, accogliente, morbido. Mi sembrava di essere addirittura sistemato su una comoda poltrona. Effettivamente nel galoppo “destro” si verificavano diversi problemi, probabilmente determinati da un vero e proprio difetto fisiologico o, più semplicemente, da una specifica mancanza di allenamento. La cosa mi lasciò indifferente: personalmente non potevo chiedere di più.Smontai e lo portai nel box. Per mia distrazione, urtò leggermente il cancelletto di ingresso, innervosendosi e strattonandomi, come volesse rimproverami: al mio comando deciso, tornò però immediatamente calmo, accettando la mia carezza e le mie scuse.La prova era riuscita: ero soddisfatto: Non rimaneva che tornare a casa.Entrai in macchina e cominciai a riflettere.In un certo senso avevo deciso di impormi a questo stupendo animale, il quale, pur non conoscendomi, aveva finito per accettarmi, rinunciando a qualsiasi atto di forza.Giustificabile la sua iniziale diffidenza e altrettanto gradevole la sua successiva collaborazione. Provai a pensare ai rapporti che usualmente ci legano ai nostri simili, quasi sempre improntati a prevaricazione, diffidenza e spesso a violenza.Nella nostra assurda arroganza stiamo pretendendo di imporci ad ogni essere, pur di guadagnarci quella posizione di assoluta supremazia, che ad arte e unilateralmente ci siamo creati.Usiamo la natura nel senso più ampio del termine e quindi gli animali e lo stesso ambiente che ci circonda per esclusivo nostro piacere e tornaconto, identificando come ostacolo da abbattere ogni manifestazione a noi estranea.Accettabile quindi ogni forma di inquinamento, di deforestazione, l’abbattimento programmato di animali, allevati in cattività e destinati fin dalla nascita al macello.Eppure questi nostri compagni di viaggio non solo hanno allietato tante nostre giornate, facendoci divertire, pur non essendo nati per questo scopo, ma anche ci aiutano spesso nella cura di certe malattie degenerative. E allora? Ci siamo mai domandati quale sarebbe stata la storia dell’uomo senza l’apporto degli animali? La loro è solo intelligenza bruta, priva di emozioni? Avete mai provato a guardare negli occhi un cane, lo stesso cavallo, un gatto desideroso di effusioni? Che dire della malinconia percepibile e quasi palpabile negli zoo, nei circhi? Non abbiamo mai avvertito quei messaggi tristi e silenziosi trasmessi da tante creature sempre vissute libere, magari abituate agli spazi immensi della savana e ora relegate in una gabbia? Che dire poi delle foreste, dei boschi e di tutto quello che ci circonda? Ce ne accorgiamo solo nei momenti di grande paura, quando, o per una malattia o per qualche altra tragica concomitanza, tali incredibili bellezze potrebbero venirci a mancare. Come si può non rimanere estasiati guardando il mare, lo spettacolo offerto da un cielo terso, da un tramonto infocato? Questa contemplazione, che rifugge da ogni forma di sterile ragionamento, di ostentato intellettualismo, non può forse essere una manifestazione di alta spiritualità, di profonda preghiera?Divagazioni ingenue ed infantili? Non è escluso, ma francamente non me ne vergogno.Lo scalpiccio di un giovane puledro, nel tondino, sembrò salutarmi. Lo ricambiai senza proferire parola, certo che mi avrebbe “sentito”.Accesi il motore ed entrai nella consueta giostra quotidiana.
Sindicazione
14.01.11 @ 10:58:15
da Franco
Bellissima descrizione, vibrante e sensibile. Complimenti!
04.11.10 @ 12:50:13
da alessandra
Bellissimo e atmosferico...ehh sci
03.01.10 @ 21:07:46
da mario
Like.
07.10.09 @ 07:36:03
da Donna Talks
Giuseppe, come sono belli e commoventi i ...
23.10.08 @ 14:42:30
da Emilia