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13 Dic 2008 - 14:53:46
Considerazioni
Dopo aver attraversato le grandi pianure americane e visitato molte tra le più rappresentative Riserve Indiane, penso sia giunto il momento di esprimere il mio definitivo punto di vista su un argomento tanto dibattuto e che tuttora genera conflitti, a mio avviso, inutili e tutto sommato controproducenti.Per quanto mi riguarda non sono d’accordo con una certa critica imperante e corrosiva , che ripropone costantemente e unilateralmente discorsi di generale condanna nei confronti di un sistema tuttora imperante e autoritario.Tutti sappiamo quale impatto doloroso e crudele abbia avuto la civiltà occidentale, intromessasi forzatamente in uno stile di vita equilibrato ed armonico, anche se tanto difforme dai suoi parametri.Nessuno nega che tuttora i Popoli tribali e segnatamente i Nativi Americani siano spesso vittime di soprusi e violenze, ma è altresì assodato come da una buona parte dell’opinione pubblica si stiano portando aiuti concreti non solo in termini meramente economici, ma anche istituzionali.L’integrazione, gran bella parola spesso abusata, costituisce a mio avviso un compito e un dovere prioritario a favore però di entrambe le realtà culturali.Per meglio definire questo concetto possiamo anche usare un altro termine, nel caso specifico coesistenza, parola che ben si sposa con la precedente: in sostanza si intende quella capacità di tolleranza , dalla quale può sicuramente trarsi un proficuo vantaggio nel comune interesse.Se un esempio, per quanto banale, può essere fatto è proprio quello riferito alla salvaguardia dell’ambiente, del pianeta.Per il Nativo, la Terra è Madre, per l’uomo moderno può essere invece materia di sfruttamento o piacevole dimora, nella quale vivere e prosperare, nel pieno rispetto delle sue leggi, non scritte , ma di pur immediata comprensione. Esiste quindi un tratto comune, ma lo si deve individuare, senza indugi o ripensamenti.Altro esempio è quello che proviene dalla Letteratura Nativa contemporanea.Pochi, ritengo, la conoscono, in quanto non pubblicizzata e trascurata dai comuni mezzi di informazione. Eppure, a mio modesto parere, tale forma letteraria non ha nulla da invidiare a quella tanto decantata dai mass-media. Nelle nostre librerie però i titoli di certi libri, romanzi o manuali, risultano o del tutto sconosciuti o individuabili solo a livello di ricerca informatica: il testo esiste, ma, sul mercato italiano non risulta disponibile. Necessario quindi rivolgersi alla Casa Editrice americana, se conosciuta, la quale però dispone solo della versione in inglese: siccome il testo è piuttosto impegnativo e complicato, si è costretti a lasciar perdere. Esperienza questa, fatta dal sottoscritto.In compenso nelle nostre librerie si possono trovare “opere” scritte da personaggi pubblici, televisivi, sportivi o da esponenti di talk-show, programmi, questi ultimi magari piacevoli per il tempo libero, ma abbastanza insulsi e privi di particolare contenuto. Accettabile comunque che tale tipo di narrativa esista, visto il suo notevole successo, ma lo stesso discorso penso possa valere per le opere cui facevo prima cenno, penalizzate però da un inaccettabile silenzio editoriale.Ultima considerazione, in altri momenti ricordata dal sottoscritto. Tutti noi abbiamo avuto come riferimento negli anni della scuola la Mitologia, materia doverosamente indicata con la “M” maiuscola. Uomini e animali i cui destini si intrecciano, in simbiosi con figure allegoriche, che interferiscono nei destini delle creature viventi. Simboli, miti, sogni, fantasia. Ma tutto questo si trova anche nella cultura dei Popoli Tribali. E allora?In sostanza se provassimo non dico ad accantonare, ma almeno per un momento facessimo passare in secondo piano tutte le polemiche e le diatribe, per cercare invece di valorizzare  quanto ci può trasmettere questo tipo di cultura, senza con questo “rubare” alcunché, lo abbiamo già fatto sia pure in un altro contesto, ma semplicemente limitandoci a cercare di creare una sorta  di vicendevole e costruttiva cooperazione, mutuando l’una dall’ altra.Per una volta proviamo a lasciare da parte le reprimende a carico di Stati, Società, Enti, persone e  vediamo invece di donare il nostro aiuto, non attraverso elargizioni offensive che il potente, in determinate  pur rare occasioni,  è solito elargire al misero, al povero, ma provando a valorizzare la voce di quelle popolazioni innegabilmente rappresentative dell’altra faccia di questo nostro Pianeta, sul quale continuerà il nostro percorso per tutto il tempo a venire ….fino alla sua naturale conclusione.  

danovaro giuseppe · 634 visite · 1 commento
Categorie: Racconti

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Commenti

Commento di: Riccardo Fioravanti [ Visitatore ] Sito Web
Carissimo Giuseppe,
colgo con piacere il tuo invito a commentare il tuo blog e scelgo questo post che rispecchia uno dei punti, a mio parere, più delicati riguardante la scottante tematica del rapporto tra i Nativi Americani e l'Occidente dei nostri tempi.
Sono completamente d'accordo con te sul punto, direi fondamentale, di focalizzare le relazioni tra il popolo Nativo Americano e Occidentale non, come saggiamente dici tu, su quegli aspetti anche se pur sacrosanti di polemiche e diatribe, ma sulla valorizzazione di quanto la cultura e la spiritualità degli Indiani d'America può arricchirci e altrettanto di come l'occidente può innescare un buono scambio con tale popolo che ha origini spirituali così sagge.
Per questo motivo, le mie iniziative come il Festival "Arrivano gli Indiani" rendono protagonista il messaggio dell'amore tra gli uomini e di rispetto della natura, piuttosto che la polemica e la diatriba.
Così facendo, senza chiedere nulla, ma solo parlando di amore e natura, giovedì 14 maggio 2009, Robert John Knapp (Tribù Seneca) e Arnold Thomas (Tribù Shoshone) hanno ricevuto ufficialmente le scuse da parte di una rappresentanza di illustri Professori Universitari di Bologna nella principale conferenza della manifestazione suddetta, tenutasi nella più importante e prestigiosa sala del Comune di Bologna.
Quello che è successo, che ha commosso molti dei presenti compreso il sottoscritto, ha dimostrato eloquentemente che l'amore è l'azione più potente di qualsiasi lamentela e protesta che una singola persona o un intero popolo possa fare.
A presto.
Riccardo Fioravanti
   18.05.09 @ 16:01:04

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